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lupone
21-01-2008, 23.50.49
Nevicate record in Cina

La regione a est del Paese è colpita dalla piò grave ondata di maltempo degli ultimi 17 anni. Le vittime sono già più di venti. [21 gennaio 2008]

VIDEO (http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1548083)

lupone
29-01-2008, 20.23.48
L'ondata di freddo in Cina continua a bloccare gli spostamenti da e verso il sud del Paese

http://www.euronews.net/images_news/W300px_290108-mid-china.jpg

Mentre si avvicinano i festeggiamenti per il nuovo anno cinese, la prossima settimana, milioni di lavoratori si vedono costretti ad annullare una delle rare occasioni di vacanza e riunione familiare. Temperature glaciali e tempeste di neve tengono sotto assedio aereoporti, linee ferroviarie e strade in gran parte della Cina centrale e del sud est. Ma tutto il Paese è in ginocchio, anche Pechino dove il tempo è più clemente, a causa della mancata distribuzione di carbone e di altri beni di prima necessità.

I lavoratori fuori sede prendono d'assalto le biglietterie.
Dice un potenziale viaggiatore: "E' difficile ottenere dei biglietti. Se riesco ad averli oggi o domani, va bene perchè l'importante è arriavre prima del nuovo anno lunare".

Un incidente di autobus martedì ha causato la morte di 25 persone, portando a circa 50 il numero delle vittime del freddo. I collegamenti stradali sono un incubo, con circa 20 mila tir per esempio bloccati nell'autostrada principale tra Guamgdong e Hunan.
La crisi energetica ha costretto molte fabbriche a diminuire o sospendere la produzione. Le previsioni meteo non fanno sperare nulla di buono.

FONTE (http://www.euronews.net/index.php?page=info&article=467140&lng=4)

max cave
29-01-2008, 20.32.10
grazie per le info!

lupone
30-01-2008, 14.28.48
Cina in ginocchio per tempeste neve, mancano corrente e acqua
mercoledì, 30 gennaio 2008 8.28 http://i.today.reuters.com/images/spacer.gif
Versione per stampa (javascript:commonPopup('/misc/PrinterFriendlyPopup.aspx?type=entertainmentNews&storyID=uri%3a2008-01-30T072820Z_01_LAN026589_RTRIDST_0_OITLR-CINA-NEVE-EMERGENZA.XML', 540, 525, 1, 'printerPopup'))

http://i.today.reuters.com/news/images/clear.gif http://i.today.reuters.com/misc/genImage.aspx?uri=2008-01-30T073436Z_01_NOOTR_RTRIDSP_2_OITLR-CINA-NEVE-EMERGENZA.jpg&resize=Other (javascript:commonPopup('/news/newsPhotoPresentation.aspx?type=entertainmentNews&imageID=2008-01-30T073436Z_01_NOOTR_RTRIDSP_0_OITLR-CINA-NEVE-EMERGENZA.XML', 540, 525, 1)) http://i.today.reuters.com/images/clear.gif

http://i.today.reuters.com/images/clear.gif
PECHINO (Reuters) - Milioni di cinesi sono alle prese oggi con i blackout dell'energia elettrica e dell'acqua corrente, mentre altri milioni sono bloccati dalla neve che ha imbiancato le regioni centrali e meridionali del paese asiatico.
Finora la difficile situazione meteorologica ha provocato una cinquantina i morti, tra cui le 25 persone rimaste uccise ieri in un incidente che ha coinvolto un bus su una strada di montagna ghiacciata.
Il premier Wen Jiabao si è scusato coi i concittadini bloccati in viaggio a causa del maltempo, mentre si avvicina la più importante festività dell'anno, il Capodanno Lunare, che comincia il 7 febbraio.
Le temperature insolitamente basse, la neve e il nevischio hanno colpito gran parte della Cina centrale, orientale e meridionale, fermando migliaia di camion e treni che trasportavano, oltre ai passeggeri, anche carbone e generi alimentari.
Si tratta dell'inverno più rigido, in alcune regioni, da 50 anni a questa parte. E i meteorologi prevedono che il freddo eccezionale proseguirà per almeno tre giorni.
Con l'impossibilità di trasportare il carbone, si sono registrati blackout in 17 capoluoghi provinciali su 31. Sono venuti a mancare anche i solventi utilizzati per sciogliere la neve sulle strade.
Oltre cinque milioni di persone, nelle province di Hubei, Guizhou e Jiangxi hanno subito riduzioni o interruzioni delle forniture di acqua potabile.


© Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.

lupone
30-01-2008, 14.30.16
30/01/2008 13:07
CINA
Emergenza-neve, come la Sars nel 2003
E’ una crisi senza precedenti. Il premier Wen Jiabao porta un simbolico sostegno ai milioni di viaggiatori bloccati, mentre lo Stato chiede a tutti “solidarietà”. Ma ora si teme la chiusura delle centrali energetiche per mancanza di carbone. Prevista ancora neve per giorni.

http://www.asianews.it/files/img/size2/CHINA_Wen_at_Changsha_%28450_x_284%29.jpg (http://www.asianews.it/files/img/CHINA_Wen_at_Changsha_%28450_x_284%29.jpg)Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il premier Wen Jiabao è andato ieri nella stazione di Changsha (Hunan), una delle zone più colpite dalla neve, dai viaggiatori che bivaccano in attesa che riprendano le corse. Usando un megafono, si è scusato per le difficoltà e ha promesso il prossimo ripristino del servizio, “per consentire a tutti di tornare a casa per celebrare il Nuovo anno lunare”. Il maltempo ha causato una crisi paragonabile, in epoca recente, solo a quella della Sars, quando la vita dell’intera Nazione fu sconvolta per il timore del contagio. Oggi Wen è andato alla stazione di Guangzhou, per portare conforto alle migliaia di viaggiatori in attesa; ai funzionari locali ha sollecitato di assicurare loro “cibo, bevande e un posto caldo per dormire”, dopo che per giorni sono stati abbandonati a loro stessi, molti senza abbastanza soldi per andare in albergo. I funzionari delle ferrovie sono sotto accusa per l’indifferenza mostrata nei giorni scorsi e che rischia di far cancellare il viaggio a centinaia di milioni di persone.
Intanto a Pechino il Politburo del Partito comunista, presieduto dal presidente Hu Jintao, ha chiesto alle autorità locali e all’intera Nazione di “affrontare uniti” la crisi e di “fare ogni sforzo per assicurare la vita normale e la produzione”. Anche la tv statale ha dedicato servizi speciali alla crisi, descritta in toni simili a quelli usati per l’emergenza Sars nel 2003.
Per portare carbone, cibo e soccorsi e spazzare la neve da strade e ferrovie sono intervenuti 158mila soldati e 303mila paramilitari, insieme ad almeno un milione di poliziotti. L’esercito ha distribuito 419mila trapunte e 219mila cappotti imbottiti alle decine di migliaia di persone bloccate per la strada. Secondo i dati ufficiali, la neve ha colpito 77,86 milioni di persone con 53 morti, di cui 29 in incidenti di pullman a Guizhou e Gansu; la mancanza di carbone ha già portato a una minor produzione di 16 milioni di kilowatt e 89 impianti d’energia ne hanno scorte minime, mentre si prevede che entro una settimana ne saranno privi molti impianti essenziali; sono danneggiate le coltivazioni di 6,86 milioni di ettari; sono cadute circa 100 linee elettriche importanti. Sono stati chiusi 15 aeroporti e cancellati, ritardati o deviati 6.500 voli; ma ieri sera hanno riaperto 8 importanti aeroporti. Gli oltre 800mila abitanti di Chenzhou sono rimasti senza elettricità e acqua per 5 giorni.
La mancanza di energia, che ha colpito 17 province, ha causato l’interruzione dei trasporti ferroviari in Hunan, Hubei e Anhui. Nel frattempo la neve ha bloccato decine delle principali autostrade, bloccando milioni di passeggeri dei pullman e costringendoli a rivolgersi alle già congestionate ferrovie. Ancora ieri, almeno 300mila persone sono rimaste bloccate alla stazione di Guangzhou, dove si prevede che nei prossimi giorni verranno comunque molti lavoratori migranti del Delta del Pearl River, nonostante gli inviti a rinviare la partenza. Tra il 23 gennaio e il 2 marzo le ferrovie prevedono 178,6 milioni di passeggeri. L’agenzia statale Xinhua riferisce che “è stata fermata la vendita dei biglietti nelle stazioni di Guangzhou, Shanghai, Hangzhou, Pechino, Jinan e Kunmimg ed è stato offerto il rimborso di quelli venduti”, ma molti passeggeri preferiscono attendere “sperando che riprenda il servizio”.
L’Amministrazione meteorologica prevede nevicate per ancora parecchi giorni.



FONTE (http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11392&size=A)

lupone
01-02-2008, 14.27.39
Tempeste di neve in Cina: 60 vittime e 5 miliardi di euro di danni
http://www.rainews24.rai.it/images/eee.gif
http://www.rainews24.it/ran24/immagini/cinamaltempo.jpg
Tensioni alla stazione

Le tempeste di neve in Cina hanno provocato 60 vittime e danni per cinque miliardi di euro: lo rende noto il ministero degli Affari civili di Pechino.
Il freddo e la neve da piu' di due settimane stanno investendo le regioni centrali, in particolare le province di Gizou, Jiangsu e Shandong. Il governo ha mobilitato 450.000 soldati per far fronte all'emergenza e in particolare a quella dei trasporti, accentuata dall'approssimarsi delle festivita' per il Capodanno lunare. Decine di migliaia di viaggiatori (200.000 secondo la stampa), sono rimasti bloccati nelle stazioni cinesi in attesa di treni.


Secondo il ministero dei Trasporti cinese, almeno 5,8 milioni di persone sono rimaste bloccate nelle stazioni dei treni in tutto il paese a causa dell'eccezionale ondata di maltempo.
Secondo le previsioni meteorologiche, inoltre, sono in arrivo nuove e intense nevicate sulla Cina centrale, gia' provata nei giorni scorsi dalle intemperie. Si tratta dell'inverno piu' freddo che ha colpito il Paese del Dragone nell'ultimo mezzo secolo.
Abbondanti precipitazioni nevose sono previste in quattro province del centro e dell'est del paese e in una parte della provincia di Hunan, tra le zone piu' colpite dalle tempeste nei giorni scorsi. Sono attesi oltre 15 millimetri di neve nel giro di sei ore, secondo l'agenzia meteorologica cinese.
Ieri, un alto responsabile dell'Agricoltura ha avvertito che le tempeste di neve che si sono abbattute sulla Cina avranno un impatto "estremamente grave" sui raccolti invernali. Il centro e l'est del paese forniscono infatti la maggior parte di frutta e verdura nel periodo invernale.

FONTE (http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=78197)

max cave
01-02-2008, 14.29.40
situazione grave!

lupone
01-02-2008, 14.30.44
Nel Sudest ripresi i voli. Difficoltà per i treni. Migliaia di pendolari bloccati
Chiuse dodici autostrade. In arrivo nuova ondata di freddo. Possibili nevicate

Cina, gelo e neve danno una tregua
ma è sempre emergenza nelle stazioni

Al lavoro 500mila persone per soccorrere la popolazione a corto di acqua ed energia elettrica


http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/cina-neve/cina-maltempo/afp_12144684_24380.jpg
PECHINO - Il Sudest della Cina ancora alle prese con l'ondata di gelo e neve che ha causato la morte di 55 persone. Anche se nelle ultime ore la situazione è leggermente migliorata, la situazione stenta a tornare nella normalità. Il traffico aereo è ripreso, ma stenta quello ferroviario e dodici autostrade in sei province sono ancora chiuse. Nelle prossime ore è previsto un ulteriore abbassamento delle temperature e altre nevicate sono considerate possibili dai meteorologi.

L'ondata di maltempo, la peggiore degli ultimi 50 anni, si è abbattuta sulla Cina nel momento peggiore, in coincidenza con le feste per il Capodanno Lunare, la festa tradizionale più importante dell'anno. Decine di migliaia di lavoratori immigrati sono bloccati nelle stazioni ferroviarie e dovranno forse rinunciare a passare le feste in famiglia.

Da ieri 500mila uomini dell'esercito e delle forze paramilitari cinesi sono al lavoro per portare soccorso alle decine di milioni di persone a corto di acqua e di energia elettrica. Il primo ministro Wen Jiabao si è recato personalmente nelle stazioni di Changsha e di Guangzhou per assicurare gli immigrati che il governo sta facendo "il possibile" per riportare la situazione alla normalità.

(31 gennaio 2008)

FONTE (http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/cina-neve/cina-maltempo/cina-maltempo.html)

lupone
01-02-2008, 15.14.20
01/02/2008 12:31
CINA
La Cina in ginocchio, il Governo incapace di affrontare l’emergenza-neve
Decine di milioni di persone in 160 città e contee senza elettricità né acqua. A Chenzhou, città di 4 milioni di abitanti, c’è riso per soli 5 giorni. I viaggiatori lottano per salire sui treni. Gravi danni all’agricoltura e preoccupazioni per l’economia. Salgono le critiche contro il governo e Hu dice che ha “perso il sonno”.

http://www.asianews.it/files/img/size2/CHINA_Soldiers_push_Expressway_%28450_x_298%29.jpg (http://www.asianews.it/files/img/CHINA_Soldiers_push_Expressway_%28450_x_298%29.jpg )Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Peggiorano l’emergenza e il caos nella Cina travolta dalla neve. Mentre le strade rimangono bloccate, scarseggiano sempre più l’energia e il cibo. Crescono le critiche contro il governo incapace di affrontare l’emergenza, mentre la neve non dà tregua.
Secondo la statale Xinhua, oltre 160 contee e città (decine di milioni di persone) mancano di energia e di acqua potabile, ma si teme che la situazione sia molto peggiore dei dati ufficiali. I 4 milioni di abitanti di Chenzhou (Hunan) sono senza elettricità né acqua da oltre una settimana, dopo che intere linee di energia sono crollate insieme agli alberi. La tv di Stato dice che la città ha petrolio per soli altri 7 giorni e riso per non più di 5, dopo che olio e vegetali sono già finiti. L’acqua è razionata.
In altre zone dell’Hunan, sui cavi dell’elettricità si formano 6 centimetri di ghiaccio che li fa cadere per il peso. Nella provincia di Guizhou i prezzi di petrolio e candele sono quadruplicati.
Per la mancanza di carbone hanno già chiuso centrali elettriche che producono oltre 4mila megawatt, pari a 5 volte la diga delle Tre Gole. I minatori lavorano senza sosta e i treni che portano carbone hanno la priorità. D’inverno è anche minore la produzione di energia idroelettrica, perché per molti fiumi è una stagione secca. Esperti ritengono che se l’attuale situazione perdura per un’altra settimana, ci sarà una mancanza di energia che colpirà l’intera economia nazionale, anche perché saranno privilegiate le esigenze di città e abitazioni. Oggi la borsa di Shanghai ha perso il 3,55% nelle prime ore, con gli investitori preoccupati per le conseguenze sull’economia.
Intanto nuove tempeste di neve si abbattono sulle già colpite Hunan, Guizhou e Jianxi. Si prevede maltempo per giorni.
I treni hanno ripreso a partire, anche usando locomotori diesel per le zone priva di energia. Ma a Guangzhou centinaia di migliaia di viaggiatori in attesa da giorni lottano tra loro per salire sui convogli; cordoni di polizia presidiano le strade vicino alla stazione per assicurare un minimo di ordine. E’ tale la ressa di viaggiatori, in attesa da giorni nelle stazioni di treni e pullman e negli aeroporti, che Yan Jiangying, portavoce dell’Amministrazione statale per l’alimentazione e le medicine, ha ammonito contro i rischi di malattie infettive, specie intestinali.
Danneggiati 8,4 milioni di ettari di coltivazioni, mentre sono morti 874mila maiali, 85mila mucche e 14,35 milioni di polli. Xu Xihe, portavoce del ministero del Commercio, ha detto ieri in tv che “i prezzi delle verdure hanno raggiunto nuovi record”.
Il governo appare privo di un piano efficace per affrontare l’emergenza e nessuno fa previsioni. L’intervento di centinaia di migliaia di soldati è stato utile per portare soccorsi, ma anche l’esercito manca dei mezzi e dell’esperienza necessari. Dopo che il premier Wen è andato a manifestare “solidarietà” nelle stazioni ferroviarie affollate da milioni di migranti, ieri il presidente Hu Jintao è stato al porto di Qinghuangdao, nodo per il trasporto del carbone, e ha chiesto ai lavoratori di accelerare il più possibile le operazioni per la spedizione del minerale verso le zone colpite. Seguito dalla tv di Stato, è sceso per 400 metri in una miniera dello Shanxi, dove ha confidato che questo problema gli sta “togliendo il sonno” e ha chiesto ai minatori di restare a lavorare anche durante la festa del Nuovo anno lunare, per assicurare il carbone.
Ma salgono le critiche al governo, che per privilegiare la rapida crescita economica ha realizzato strutture molto vulnerabili e non ha considerato le possibili emergenze. Ad esempio sono state costruite molte reti elettriche ad alto voltaggio e centrali a carbone, che sono più vulnerabili ai disastri naturali. Come pure ha consentito per anni la proliferazione di miniere non sicure per aumentare la produzione di carbone per cui, quando ha infine cominciato a chiudere quelle più pericolose, si è trovato con riserve scarse.

FONTE (http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11414&size=A)

lupone
02-02-2008, 12.15.47
1/2/2008 http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif Il gelo della Nina sulla Cina http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif

http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif Circa mezzo miliardo sotto di persone, nella parte più ricca del paese, sono sotto la neve e il ghiaccio di un ondata di maltempo senza precedentihttp://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif di francesco sisci

Le autostrade di quello che una volta era il caldo e umido sud della Cina sono coperte di neve su cui le ruote dei camion scivolano senza riuscire a muovere il loro carico e bloccando il passaggio per tutti.
Colonne di ghiaccio spesse quasi mezzo metro avvolgono come una tuta protettiva semi trasparente i cavi dell’alta tensione e li trascinano verso il basso con il loro peso. Quando operai si sono arrampicati sui tralicci per staccare il ghiaccio con i martelli tutto è crollato, e linee elettriche si sono interrotte e gli operai sono rimasti feriti o uccisi.
Centinaia di migliaia di soldati, avvolti in cappotti imbottiti di fiocchi di cotone, spalano le strade, spargono sale sull’asfalto per sciogliere la neve, picchiano contro il gelo sui binari con i picconi per rimettere in moto il traffico di gente e beni che sta bloccando la Cina in questi giorni.
Queste sono le immagini che giornali e telegiornali cinesi mandano in onda in questi giorni per raccontare la peggiore ondata di cattivo tempo da 50 anni che sta fermando l’economia di intere province e bloccando nelle fabbriche o nelle stazioni una buona parte di quelli che ufficialmente sono almeno 178 milioni di passeggeri in attesa di tornare a casa per la festa di primavera del 7 febbraio.
La Nina, l’ondata di cattivo tempo calata come una mannaia sulla Cina in questi giorni, sembra una maledizione di dio e una prova del fuoco per la dirigenza politica del Paese e tutte le infrastrutture costruite in questi anni.
Diversamente dal passato, quando in caso di calamità naturali i leader restavano reclusi dietro le mura di Zhongnanhai, la loro residenza ufficiale a Pechino, stavolta presidente e primo ministro sono scesi tra la folla e mandato i ministri responsabili in prima linea.
Ieri il presidente Hu Jintao ha messo un casco rosso ed è sceso tra minatori in un pozzo di 400 metri nella provincia dello Shanxi per incoraggiarli ad aumentare la produzione di carbone “pur rispettando le norme di sicurezza”. Le scorte strategiche si stanno prosciugando nelle centrali elettriche e ora bastano per appena sei giorni.
I giorni prima il premier Wen Jiabao era andato nelle province dello Hunan e di Guangdong, aveva preso in mano un altoparlante e aveva incoraggiato alla pazienza la gente ammassata nelle sale di attesa delle stazioni. Sono gesti soliti tra i politici in occidente, ma assolutamente inconsueti in una politica come quella cinese trattenuta da ritualità quasi ieratiche.
Il grande disastro naturale di questi giorni, come la Sars di cinque anni fa, sembra un acceleratore di cambiamenti politici, scioglie vincoli burocratici. In questo caso poi sembra avere aperto il fronte a una maggiore trasparenza di informazioni.
Disastri, difficoltà, problemi, nonostante le aperture crescenti degli ultimi anni, arrivavano sui media ufficiali con il contagocce, quasi a non sconvolgere l’immagine rosa ufficiale delle ottime sorti progressive del paese.
Stavolta invece i leader sembrano capito che si può usare il disastro naturale come un’occasione di grande propaganda politica per se stessi e per il partito. La tempesta fuori stagione non è colpa di nessuno, ma lo sforzo per rimediare al disastro prova più di ogni altra cosa la buona volontà, l’impegno e la capacità del governo.
Questa battaglia contro il clima però non sarà facile visto che nei prossimi giorni si attendono ancora pesanti nevicate.
In mattinata i giornali cinesi riferiscono di circa 100 milioni di anime stretti nella morsa del gelo. Una intera provincia, il Guizhou, è rimasta senza corrente per un intero giorno. A Guiyang, il capoluogo, le autorità stanno organizzando dei volontari, i nastri verdi, che aiutano con le proprie auto i problemi di trasporto urbano.
L’autostrada da Pechino a Zhuhai, nel Guangdong, è bloccata per chilometri, con autobus e camion intrappolati in un ingorgo senza fine. Soldati portano cibo e generi di conforto agli autisti.
A Guilin, nella provincia del Guangxi, si è passati direttamente alla distribuzione delle candele. L’elettricità manca da giorni ovunque ed è stata ripresa ieri solo nel capoluogo, Guiyang. Nello Hunan i camion sull’autostrada c’erano 80 chilometri di fila.
Neve, ghiaccio e grandine sono attese nei prossimi giorni anche nelle province dello Hubei, Jiangxi, Jiangsu, Zhejiang.
I teleschermi raccontano scene di panico neel stazioni, con bambini chiurlano spaventati, donne svenute, poliziotti che si improvvisano infermieri e cercano di infilarsi tra la gente stipata come sardine nei sottopassaggi.
Il cuore caldo della Cina, le province più ricche del paese sono colpite e gelate come proprio 50 ani fa un disastro naturale colpì il paese che aveva lanciato un folle e disgraziato piano di industrializzazione, il Grande balzo in avanti. Allora alla fine la lezione fu che bisognava industrializzarsi secondo il metodo occidentale. Oggi la lezione sembra essere che la trasparenza e l’attivismo dei leader può cementare e rafforzare il potere, non sbriciolarlo.


Fonte (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=98&ID_articolo=123&ID_sezione=180&sezione=)

lupone
03-02-2008, 21.11.24
La Cina flagellata dalle tempeste di neve e gelo:
anche i carri armati per rompere il ghiaccio

http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/20080202_cina1.jpg (http://javascript%3Cb%3E%3C/b%3E:popup%28%27aprifoto.php?id=18088%27,381,388%2 9)PECHINO (2 febbraio) – Il maltempo non dà tregua in Cina. Le previsioni sono pessime ancora per tutta la prossima settimana investendo la Cina meridionale ed orientale e costringendo milioni di immigrati a trascorre lontano dalla famiglia il Capodanno Lunare, che si celebra il 7 febbraio. Il traffico ferroviario è ripreso e una parte delle autostrade sono state sgombrate dal ghiaccio ma non è ancora abbastanza per permettere a decine di milioni di persone di intraprendere il viaggio per tornare nelle loro regioni di origine. In una riunione d'emergenza, il governo ha promesso di moltiplicare gli sforzi per riportare acqua ed elettricità in tutte le zone colpite dall' ondata di maltempo della scorsa settimana, ma ha aggiunto che la situazione «rimane grave» e che «il peggio deve ancora venire».

La regione più colpita Il peggio è a Chenzhou, una città con quattro milioni di abitanti nella provincia dell'Hunan, che è senza energia elettrica ormai da quattro giorni. I cavi che portano l'elettricità alla città sono crollati sotto il peso della neve e del ghiaccio lo scorso week-end. Le autorità locali hanno affermato che «sperano» di riparare almeno in parte i guasti nelle prossime ore. Shanghai, la capitale finanziaria della Cina, è ricoperta da 15 centimetri e per la prima volta dopo 135 anni è stato dichiarato lo stato di allarme «giallo» per le tempeste di neve.

Trecentomila soldati al lavoro L'agenzia Nuova Cina scrive che i militari dell' Esercito di Liberazione Popolare impegnati nei soccorsi e nelle riparazione sono saliti a 300mila, mentre gli uomini delle forze paramilitari e i riservisti sono più un milione. I soldati, precisa l' agenzia, usano spesso metodi «irregolari», come quella di sparare con i loro mitragliatori sulla crosta di ghiaccio che ricopre le strade, oppure quella di impiegare i carri armati.

Mobilitata anche l'aviazione È stata mobilitata anche l'aviazione che ha portato oggi oltre cinque tonnellate di aiuti nelle zone rimaste isolate nella provincia del Guizhou. «Il nostro quartier generale e tutti i distretti militari dispongono di carri armati e di veicoli corazzati che possono essere usati per rompere il ghiaccio sulle strade se gli verrà chiesto di farlo dalle autorità locali», ha dichiarato il colonnello Tian Yixiang del gruppo per gli interventi di emergenza.

Sessanta vittime Il bilancio è fermo a 60 vittime mentre i calcoli ancora provvisori dei danni economici parlano di quasi sei miliardi di euro. Il primo ministro Wen Jiabao si è recato in due stazioni ferroviarie per rassicurare migliaia di persone bloccate dal maltempo. Il presidente Hu Jintao è invece andato in una miniera di carbone per invitare i lavoratori ad «aumentare la produzione» in modo da non far mancare l'energia ai loro concittadini.

Aumento dei prezzi Lo stesso Wen si trova nell' Hunan, una delle province più colpite, per coordinare gli aiuti. La difficoltà dei rifornimenti ha portato in molte città all'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, circostanza preoccupante se si ricorda che nel 2007 si è registrato un tasso d' inflazione del 4,8 per cento, il più alto da undici anni.

FONTE (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=18088&sez=HOME_NELMONDO)

lupone
05-02-2008, 16.53.02
VIDEO SITUAZIONE IN CINA (http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1684611?ref=hpmm)

Mario Cinquegrana
05-02-2008, 23.23.28
Caspita! Quanta neve! Forse così un po' troppo!