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Veloce sferzata Artica sul Mediterraneo, Inverno eccezionale in Europa
Probabilmente per noi abitanti del Bel Paese, l'Inverno corrente ci appare come un Inverno sicuramente movimentato e a tratti freddo, a tratti più mite, nel complesso nella media ma nulla di eccessivamente gelido o mai visto. Se si sporge lo sguardo appena oltralpe però ci si accorge di uno scenario, mai come in questo caso, si oserebbe definire eccezionale: dall'ondata di gelo di metà Dicembre, la quale ha apportato gelo raguardevole anche nelle nostre regioni settentrionali, le correnti Siberiane non si sono mai spente in direzione dell'Europa Centrale, un periodo di gelo intensissimo con temperature sottomedia di parecchi gradi da parecchie settimane. Una situazione climatica che ha ben pochi raffronti negli ultimi due decenni e tale trimestre invernale sembra classificarsi come il più freddo, per il Vecchio Continente, degli ultimi 23 anni, dall'Inverno del 1986/87. Nell'immagine allegata, l'enorme anomalia negativa in Europa dal 1° Dicembre, primo giorno d'Inverno meteorologico, fino al giorno 27 Gennaio.
Per rendere idea della potenza ed estensione del gelo di queste settimana, basti pensare che la città di Mosca, che non era più abituata a freddi simili, ha visto precipitare i termometri spesso sotto i -25 gradi per più notti consecutive, con picchi fino a -30 raggiunti anche più di una volta e fa fatica ad avvicinarsi ai valori medi del periodo da tantissime settimane, così anche tutte le zone del Baltico, con settimane intere di temperature inferiori ai -15, la Scandinavia (in particolar modo in Finlandia, minime di -24-28 in pianura), la Polonia (per due volte quest'Inverno picchi di quasi -30 sempre in pianura) in Germania (l'ondata di gelo di metà Dicembre ha già fatto cadere dei record decennali, negli ultimi giorni si sono ritoccate tali temperature nella parte est del paese) e Francia e Inghilterra che già han vissuto un mese di Dicembre inusuale per la neve caduta e le temperature rigide per tantissimi giorni. Questo mese di Gennaio ha riproposto gli stessi scenari anche scendevo più a Sud, su Romania e parte dei Balcani, oltre che su tutte le zone percorse dal Danubio.
Si fa ben presente che situazioni di gelo intenso si sono riproposte anche di recente in Europa, ma la persistenza di tali anomalie termiche negative in un territorio vasto e non solo, ma nell'intera Siberia, ci fa ipotizzare su un possibile cambio barico in atto già da qualche anno anche nel nostro paese, con la presenza costante di flussi Atlantici alternati, nel periodo invernale, a violenti richiami di aria gelida esclusivamente di estrazione continentale e non più artica, come accadeva sovente nelle ultime stagioni invernali, insomma davvero un Inverno d'altri tempi, più usuale in decenni climatici sconfinati a ridosso del periodo del Dopoguerra.
Nei prossimi giorni, le correnti fredde tenderanno ad invadere gli unici territori rimasti fino a ora, allo "scoperto" dalle correnti gelide Siberiane, ovvero il nostro meridione e i Balcani, tuttavia questa volta il vasto lago d'aria gelida siberiana lascerà il posto ad una circolazione settentrionale di aria Artica, prima marittima, poi più continentale, in grado di apportare, in primis, un freno al gelo terribile sull'Europa Centrale (infatti l'aria fredda artica è molto meno fredda di quella continentale ai bassi strati) ma temporaneo, da momento che il freddo si trascinerà successivamente al suolo, anche se in misura ben inferiore ai valori rilevati le settimane scorse, e successivamente tale innesco artico scavalcherà l'arco alpino, irrompendo sul nostro paese.
La dinamica in avvio è, più nel dettaglio, la seguente:
il corridoio di correnti continentali si è allacciato al minimo, colmo di aria artica, scivolato sulla Scandinavia nella giornata di ieri, giovedì 28 Gennaio, tale discesa di nuclei di aria artica tenderanno a calare verso il bacino del Mediterraneo da domenica, 31 Gennaio, tuttavia già da domani un primo ingresso di correnti fredde vi sarà, al Nord Italia, apportando altrove un peggioramento del tempo, a tratti intenso ma veloce, sui settori di ponente, quindi regioni Tirreniche, poi al Sud, con nevicate a quote bassissime sull’Appennino Centro-Settentrionale.
L’affondo principale del ramo del Vortice Polare avverrà nella serata, con calo termico, anche abbastanza evidente, via via su tutta la penisola, non sembra comunque vi sia occasione di nevicate consistenti appenniniche per via della velocità dell’irruzione fredda.
Le giornate del 1° e 2 Febbraio saranno fredde ovunque, in particolar modo al Sud e sui settori adriatici, con temperature ben al di sotto delle medie, probabilmente si tratterà del passaggio più freddo da qui all’inizio dell’Inverno al Sud Italia.
Il passaggio freddo tuttavia appare veloce, anche se richiami di aria fredda dovrebbero interessare le regioni estreme orientali anche nelle giornate a seguire, l’aria fredda tenderà ad isolarsi sui Balcani e sulla penisola si espanderà parzialmente un anticiclone delle Azzorre, mai come quest’anno in cattiva forma, preludio di un nuovo sconvolgimento barico che appare ancora una volta improntato al ritorno del gelo siberiano sul nostro continente.
Ne riparleremo.
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